05/07/10

Fly, my Ufo Robot in the sky, against the monster of the night

Popolo di Internet,
non hanno capito nulla della nostra generazione.
Sono cresciuta con l'idea che il male si poteva sconfiggere sempre credendo in se stessi. Crescevo guardando su Junior tv, persone unite in una causa all'interno di enormi e imbattibili robot.
I nostri genitori ci hanno passato i loro vecchi fumetti di Tex e i dischi di Cat Stevens e dei Led Zeppelin. Le nostre gambe hanno tremato nel vedere che i nostri padri e le nostre madri dimenticavano giorno dopo giorno chi erano, per cosa avevano lottato e cosa avevano sognato. I loro valori si sono volatizzati nell'aria e noi abbiamo assorbito ogni molecola. Abbiamo giurato di non invecchiare mai, di non dimenticare mai... ma poi ci siamo smarriti.
Abbiamo dimenticato anche noi chi siamo e soprattutto dove stavamo andando. Ci ritroviamo seduti su una strada sterrata, con l'abito elegante pieno di polvere e vicino ai nostri piedi, tutta la nostra vita rinchiusa in un hard disk in un portatile dentro la valigetta. Nessuna segnaletica da seguire, giriamo in tondo e non arriviamo mai.
Nonostante tutto, continuiamo a provarci e camminiamo.
Mentre cammino però nella testa rimbomba fastidiosamente la frase “Pensa, c'è gente che sta peggio”.
E allora dico No!, qui non si tratta di prendere il proprio pezzo di pane e ringraziare di averlo oggi, chè domani potremmo non averlo.
Il discorso è sentire di avere il diritto di zappare per coltivare il grano da cui ricavare la farina con cui preparerai del pane!
Di scendere in piazza non ne ha più voglia nessuno anche se abbiamo le armi ma sono scariche perchè tutte le cartucce sono state sparate al vento...
Possono sembrare inutili anche le parole, ma fatemele usare finchè ne ho la possibilità...
e ho la zappa ma datemi una terra su cui sudare, dato che non posso prendermela da sola...

la vostra Ponke

1 commenti:

Anonimo ha detto...

imparato molto