25/06/09

A fari spenti

Popolo di Internet,
questo mondo non smette mai di girare o meglio barcollare e io a questo punto della mia vita ho anche un po' di nausea, come sulle giostre. In questi mesi sono accadute tante cose. Ho visto uomini e donne che piangevano per aver perso la casa, di più, genitori che piangevano i figli deceduti. Telegiornali passare da una notizia struggente ad una demente... trasmissioni ridicoli e finti dibattiti. Io intanto mi tenevo stretto il mio contratto a contagocce, rinnovi mensili comunicati negli ultimi giorni di ogni mese ma felice di imparare giorno dopo giorno.

Ho ricevuto le antologie dell'Accademia Internazionale Il Convivio con il mio racconto “Incatenato alla vita arrivato finalista al concorso. Emozionante, ve lo garantisco... come anche ascoltare il tuo racconto Legami di sangue pubblicato sul sito della rivista letteraria Progetto Babele. L'audiolibro del mio racconto, letto da Simone eheh. Dopo questa sua azione molto generosa ho deciso di andare a vivere con lui ahahah no scherzo, non è certo questo il motivo, ma dopo 14 anni insieme, dopo aver aspettato tante volte il momento giusto, ci siamo resi conto che non sarebbe mai arrivato, soprattutto a livello economico. Certo la casa sarà in affitto, ma sarà comunque la nostra casa. Come dice mia madre, pagherò ogni mese una cifra pari ad un mutuo e alla fine non avrò la casa. Beh la fine si intende forse dopo 30 anni e il mutuo te lo danno a determinate condizioni che non possiamo soddisfare per ora. Questo “per ora” potrebbe essere qualche anno o un'eternità e questo lo potremo sapere solo giorno dopo giorno. Il concetto di tempo non ha più così senso a pensarci bene.
Ad inizio mese una stupida caduta con lo scooter mentre andavo a lavoro, fratturata e immobilizzata a letto. La prima cosa che ho pensato è stata “ che sfiga, non avevo fatto neanche un'assenza in tutti questi mesi e adesso devo starmene a casa almeno 30 giorni, non è giusto”. Ai medici chiedevo se esistesse la possibilità di rientrare a lavoro prima e loro mi guardavano e non capivano perché non approfittassi delle “ferie” pagate, non capivano che magari il mio prossimo rinnovo potrebbe dipendere da queste assenze forzate, non capivano perché c'è uno sfasamento, una crepa temporale tra me e loro, non sapevano neanche che cosa fosse un contratto interinale. Siamo tutti sullo stesso mondo eppure siamo così lontani l'uno dall'altro. Ieri è morta Tender, la nostra cagnetta adorata, aveva 14 anni anche lei, come la mia storia con Simo.


Era malata e forse vecchia, non ha avuto una bella vita.
Ha sempre avuto paura degli altri cani, non ha mai avuto cuccioli di conseguenza. Aveva paura delle persone che non conosceva. Non aveva una buona vista e neanche un buon olfatto da quando era cucciola. Noi la adoravamo comunque, ma lei riusciva ad amarci molto di più e non l'ho potuta salutare per l'ultima volta dato che non potevo raggiungerla. Questo su e giù mi dà il voltastomaco. E quando guardo la mia gamba ingessata, penso che sono così fortunata perché guarirò nonostante tutto, nonostante abbia sempre bisogno di qualcuno che mi accompagni in bagno, che mi lavi e vesta, nonostante la noia, le trasmissioni tv subite e le cose che perderò come il trasloco verso la nostra futura umile dimora. Nonostante mi senta impotente davanti alla nuova piega che prenderà la mia vita, perché non so mai se sarà in meglio o in peggio. Eppure so bene che l'importante è che ci sia questo continuo divenire... un abbraccio a tutti!

2 commenti:

luisa ha detto...

Credo che Tender abbia avuto una vita felice perchè aveva voi, a un cane basta poco per essere felice.
Lavorativamente ti capisco molto bene, nonostante io sia a tempo indeterminato sono comunque sul filo del rasoio e le assenze non sono mai molto giustificate...e le ferie mai ben digerite, forza tutto passerà!

Massimo ha detto...

Sempre avanti, Monica, qualsiasi cosa accada, sempre avanti dobbiamo andare; con l'obbligo di pensare che domani sarà meglio di ieri e di oggi.
In bocca al lupo per tutto.