13/07/08

In my spare time or in my life?

Popolo di Internet,
sorseggiavo una tazza di tè al bergamotto (il mio preferito!) e dialogavo con Simone riguardo il nostro passato e il nostro futuro. Pensavo che mi piace fare tante cose, ma non sono mai stata indirizzata verso qualcosa in particolare, da bambina. Credo sia difficile per un genitore capire le attitudini di un figlio, osservarlo e poi invogliarlo nella direzione che sembra appartenergli. Capita più spesso di spronare il proprio figlio a fare qualcosa che avresti voluto fare tu. Qualche volta funziona... ma in altri casi, rischia di diventare una delusione per genitori e figli.
Resta il fatto che comunque, nel tempo, il figlio cresce e ha una sua passione da coltivare. Simone, per esempio, ama scrivere, da sempre. E allora lì a riempire la libreria di libri, di tutti i generi...
I miei fratellini, quando lo imitano, lo rappresentano sempre disteso o seduto da qualche parte, con un libro in mano. Può fare qualsiasi lavoro nella sua vita, perché sarà solo il sostentamento a quello che gli piace di più. Scrivere e non essere scrittore. Allora io, lo osservo mentre scrive, un po' sorrido, perché è tutto concentrato, guai a distrarlo o risvegliarlo dal suo mondo immaginario, ché poi perde il filo del discorso. Se scrive è felice, se non ha tempo per farlo, soffre, muore dentro.
Io invece, faccio tante cose, ma non ho ancora deciso o capito qual'è la mia aspirazione o cosa mi rende felice. Quando mi capita un'ora libera, apro la valigetta di legno, quella che conteneva splendide bottiglie di vino e che ora è colma di spartiti e vari A4 stampati. Prendo la chitarra classica, quella che si può portare in spiaggia, perché tanto non si rovina, come invece potrebbe accadere all'altra, quella elettroacustica, comprata come premio personale del mio diploma.
E suono, strimpello, canto. Se ho l'ispirazione, scrivo una canzone e cerco di perfezionarla. Se non lo facessi, mi mancherebbe ma non morirei.
Nelle calde giornate, quando sono seduta al fresco del condizionatore, disegno. Quello che capita, come capita. Simone che studia, il Furby, la pistola antica del padre, mia nipotina, qualche fumetto. Non sono bravissima neanche in questo ma mi diletta.
Oppure apro il Photoshop e recupero qualche foto antica, dei bisnonni, dei miei genitori. Oggi ci sono tantissime foto digitali nei miei DVD, ma anche solo qualche anno fa, era difficile avere qualche foto ricordo e se non eri una bravo fotografo, finivi per avere 24 foto a sorpresa, una peggio dell'altra, ma le conservavi comunque, perché era costoso svilupparle.
Dipingere mi rilassa, ma le tempere, acriliche o ad olio sono piuttosto costose e allora punto spesso sugli acquarelli. E poi scrivo poesie e ne studio a memoria qualcuna come quelle di Hikmet o Pablo Neruda. Naturalmente anche di Simone :-)
Scrivo, perché tutti abbiamo qualcosa da raccontare. Tra le altre cose, cerco di scrivere una fiaba o favola per le mie due nipotine. Un giorno magari, la leggerete ai vostri pargoletti! Ahah
Vorrei avere un oscilloscopio, ne ho trovato uno digitale su ebay, ma lo volevo analogico, perché è più... non so divertente. Ogni tanto gioco al piccolo elettronico e saldo piccoli componenti su piccoli circuiti stampati. Naturalmente dopo aver fatto le debite prove sulla basetta.
Inoltre mi sono comprata una mazza da baseball col guantone, per giocare. Ne prendessi una di palla! Insomma, faccio tante cose... ma quello che mi domando è: E' meglio saper fare tante cose in modo mediocre/sufficiente o una cosa specifica particolarmente bene? Ai posteri l'ardua sentenza.
Forse è necessario fissarsi con qualcosa nella vita, come se fosse questione di vita o di morte.
In questo periodo della mia vita, viaggerei, da un paese all'altro, esplorerei il mondo, perché ogni tanto fisso il mare all'orizzonte e mi chiedo se esista qualcosa oltre, o se le navi cadano giù, come da un tavolo. Si certo, sono andata in vari posti, ma è passato tanto tempo... magari il mondo non è più rotondo (geoide, sferoide oblato,...)!

05/07/08

Fratello Albero


Popolo di Internet,
questa mattina hanno abbattuto l'ultimo albero di fronte al mio balcone...
Tutto è iniziato ieri dopo che i miei fratelli mi hanno fatto notare “l' Ei fu” di uno dei primi vecchi alberi. Era rimasta una triste aiuola con un misero pezzo di tronco segato. Poveretto!
Non potevo assistere a quello scempio, così senza fare nulla! Ho cercato disperatamente un numero a cui rivolgermi nell'elenco telefonico.
Infine “Politiche ambientali – ufficio parchi e giardini”, mi risponde un tizio. Gli dico che vorrei denunciare il fatto che stanno abbattendo gli alberi, alberi che esistono da tantissimi anni.
Lui mi risponde “Lei è di via Lombardia?”. Poi mi parla di una larva, molto cattiva ( beh non in questi termini!), di lunghezza 6- 7 cm, che scava nei tronchi degli alberi, creando gallerie che attraversano l'intero diametro, rendendolo instabile negli anni, in quanto secca dall'interno.
La specie è considerata da quarantena secondo la normativa fitosanitaria vigente: D. M. del 19/8/2005 n° 214 e Direttiva 2002/89/CE). Non è pericolosa per gli uomini, nel senso che si contagia tra un albero e l'altro. L'unico modo di liberarsi di questo insetto devastante, è eliminare il problema alla radice. Nel senso vero del termine, questa volta. Poi mi ha assicurato che avrebbero piantato altri alberi.
Certo il signore è stato gentile a spiegarmi il dramma, ma poteva dirmi qualsiasi cosa, tanto io non ne capivo di alberi e parassiti e mentre ero al telefono, il secondo albero cadeva sul camioncino della DEVIZIA.
I miei vicini più prossimi, erano felicissimi della cosa, si affacciavano ai loro balconi incitando a tagliare tutto, che “tanto non facevano ombra”...
Io, ho scattato, le ultime foto, perchè il panorama non sarebbe più stato lo stesso, perchè in cuor mio avevo il terribile presentimento, che tutto si sarebbe trasformato in un enorme parcheggio a pagamento. E pensare che sono cresciuta con quegli alberi... addio fratelli alberi!