09/12/08

La ventitreesima primavera


Popolo di Internet,
oggi voglio presentarvi un libro che ho letto ultimamente, così se pensate di fare un regalo gradito e non sapete cosa mettere nel sacco, potete pensare a “La ventitreesima primavera” di Massimo Burioni.
Il protagonista è Giovanni Bic un ragazzo neodiplomato che alle prese con la sua vita reale incontra le prime delusioni sia nel lavoro che nell'amore. In una situazione del genere è inevitabile sentirsi frustrati e perseguitati dalla sfortuna e sembra quasi una conseguenza logica smettere di fare progetti per il futuro e decidere di vivere alla giornata. Un lavoro giusto per divertirsi, una piccola automobile per uscire con gli amici, una nuova ragazza e una vita “in trance” tra discoteca, fumo, alcol e vomito. Forse dopo un anno è giunto il momento “di uscire dal gioco” e “forse” diventa un “Troppo tardi” quando anche Giulia decide di lasciarlo non senza prima ammonirlo: “alla tua età non puoi considerarti finito e se lo fai allora sei completamente scemo. Hai tutta la vita davanti a te, smetti di fumare e di bere e datti da fare seriamente. [...] Vattene di qui, rimettiti a studiare oppure cercati un altro lavoro [...]”.
E con le parole dei Pink Floyd “and the one day you find, ten years have got behind you, no one told you when to run, you missed the starting gun!” [ Ed un giorno ti rendi conto che sono trascorsi dieci anni, nessuno ti ha detto quando iniziare a correre, ti sei perso il via] Giovanni cambia direzione.
Quante volte ho pensato “adesso prendo lo zaino, prendo in mano il mio destino e parto!” e quante volte ho avuto il timore di farlo? Ed invece eccolo lì, Giovanni Bic, alla ricerca di se stesso, alla conquista di un nuovo VIA!, partire come volontario agronomo per realizzare nuovi progetti rurali in Africa. Nonostante una fase iniziale di istruzione e formazione sulla missione che dovrebbe affrontare, non ha lontanamente idea di quello che scoprirà nel caldo continente. In Zaire, dice Simone il responsabile della formazione, “i vostri punti di riferimento, le pietre di paragone su cui da sempre si basano la vostra logica e la vostra morale, saranno lontani migliaia di chilometri” e poi la cosa più utile, forse il filtro con cui valutare ogni situazione della vita “Stop, look e listen!”.
Io leggendo questa frase non ho potuto fare a meno di ricordare una canzone di Patsy Cline che diceva
“Stop, look and listen
Don't know what you're missin
Stop, look listen
You might be missing kissin
If you're travelling slow
You'll go a long long way”


e questo consiglio di Simone mi incuriosiva maggiormente.
Nella lettura, ben 312 pagine, lette con fame di sapere e curiosità, ho imparato a conoscere una parte dell'Africa che non avrei mai avuto modo di conoscere se non vivendoci. Ho incontrato con Giovanni personaggi simpatici, belle donne da guardare e da amare e mi sono ritrovata in situazioni comiche e bizzarre. E poi ho visto anche bambini storpi che chiedevano l'elemosina, catapecchie, droga, diamanti di sangue e famiglie disperate e distrutte dalla povertà e dalle credenze religiose che in taluni casi impediscono il progresso e la crescita di una generazione. Ho scoperto che il confine tra civile e incivile è una linea sottile e che ci sono tanti contesti differenti in cui valutare gli avvenimenti.
Mi sono fermata, ho osservato e ascoltato.
Sono passata dal Belgio all'Italia e dall'Italia al Congo... un bel viaggetto!
E allora che aspettate a salire sul treno?

L'autore: .

Massimo Burioni è nato a Balze di Verghereto, agronomo di formazione, ha vissuto in vari paesi africani e lavorato in progetti di sviluppo rurale nell'ambito della Cooperazione allo sviluppo, inizialmente come volontario in servizio civile ed in seguito come cooperante. Attualmente vive a Bruxelles e lavora alla Commissione Europea. La ventitreesima primavera è il suo primo romanzo.

Leggi un breve estratto direttamente dalla homepage dell'autore

7 commenti:

Massimo ha detto...

Grazie Monica, bella recensione. Credo tu abbia riassunto bene il romanzo (senza peraltro svelare la lezione finale); la fuga come un viaggio formativo, dove l'Africa assume il ruolo di madre che offre una seconda opportunità a uno dei suoi figli che si era un po' perso per strada.
Posso solo aggiungere che chi non conosce l'Africa, quella vera, quella nera, se ne potrà fare un'idea leggendo il romanzo. Chi invece la conosce, ci potrà ritrovare situazioni e sensazioni già provate, e non farà fatica a riconoscersi nel protagonista.
Un salutone da Bruxelles e un abbraccio.

Ponke ha detto...

@Massimo:
Ciao,
sono contenta ti sia piaciuta, valeva proprio la pena leggerlo ( in realtà nessuna pena!)
Ricambio l'abbraccio e il salutone, ma da Cagliari eheh alla prossima

streghetta ha detto...

Mony, bella recensione...mi viene un pò d'invidia perchè l'hai letto, io non ho avuto ancora tempo!!!Per le prossime festività ho qualche giorno di ferie spero di potermi dedicare alla lettura.

streghetta ha detto...

Ciao amichetta,ma quando smetterà di piovere?Nin ne posso davvero più!!!

silvano ha detto...

Ciao Monica, auguri di buone feste a te e a Simone.
ciao, silvano.

Ishtar ha detto...

Buone feste cara un abbraccio

ASTERIX ha detto...

Con la slitta l'uomo rosso fà traversi a più non posso, monta blisten con l'assetto e lo scarico diretto, con il cambio sequenziale porta a tutti BUON NATALE!