Popolo di Internet questa mattina ho fatto shopping!La parola inglese shopping indica l'andare in giro per negozi allo scopo di fare degli acquisti. Nel sito di Focus.it, potete leggere di uno studio secondo cui esiste addirittura un'area del cervello dedicata ad esso. E' un'attività ricreativa che fa “girare l'economia” ma naturalmente può portare ad un impoverimento progressivo della famiglia se diventa una necessità maniacale. Il fatto è che noi donne lo dobbiamo fare per istinto di sopravvivenza. Passiamo interi mesi a fare window shopping, cioè a passeggiare a 2 Km/h per spiaccicarci sui vetri dei negozi con la bava a guardare qualcosa che non possiamo comprare. Credo sia dovuto a questa impossibilità di acquisto, la fortuna dei negozietti “Tutto a 1 Euro”. Colmiamo dei vuoti e compriamo cose inutili che a farsi qualche conto e mettendo gli “euri” in un salvadanaio, ti uscivano quel paio di scarpe che desideravi tanto. Certo, magari sei appena uscita dal panificio. Permettetemi una piccola digressione. Il pane costa sempre più caro e ora ho capito che con il famoso detto “il mattino ha l'oro in bocca”, non si voleva intendere che la mattina siamo più produttivi, ma che il grano il mattino, è d'oro. Bene, superiamo questo British humour. Sono ferma all'uscita del panificio e mi sono stati consegnati uno scontrino e qualche monetina. Le conto con cura perché 2 centesimi in meno qui e 2 là, ci rubano lo stipendio (ahahah). Scopro che sono giusto giusto 1 Euro e guardacaso alla mia destra c'è un localino colorato, rivestito da moquette di 1 euro, con il bancone da 1 euro, le sedie da 1 euro, i ripiani da 1 euro con sopra i vari articoli, che nella maggior parte dei casi, non valgono 1 euro. Tuttavia ci entro lo stesso perché ne ho bisogno, perché è come le mele, una mela al giorno toglie il medico di torno, nel senso che se compri la frutta non ti puoi permettere di pagare le visite mediche.
Alla fine torni a casa col tuo orologio da parete con le lancette che oscillano continuamente tra le 9:10 e le 9:11, come quando ascolti una lezione noiosa e l'ora non finisce mai. Pensi siano le batterie scariche e poi scopri che semplicemente non funziona, ma non ti arrendi e per convincerti che non hai speso inutilmente il tuo euro giornaliero, strappi via le lancette e ci appiccichi una foto. Poi soddisfatta la metti sulla scrivania di qualcun altro, così non lo rivedrai più. Tutta questa sofferenza svanisce, quando arrivano loro: i Saldi di fine stagione. Ci sono alcuni che sostengono che l'abbigliamento a cui viene applicato lo sconto, risale ad una stagione precedente. Onestamente non ho un'opinione in proposito, anche perché dovrei conoscere il negozio e la relativa merce, prima e dopo il periodo dei saldi. O forse più semplicemente, potreste obiettare, non ne capisco di moda e non capisco quando un capo è fuori moda, ma io sono passionale, mi butto, se mi piace lo indosso, anche se stravagante o demodè.
In quale negozio fare shopping? Questa domanda è una contraddizione in termini, in quanto per shopping, indico l'andare in giro per negozi, quindi entro ovunque ci siano sconti ma soprattutto bella roba! Il rapporto con i commessi in un negozio italiano è sempre un po' complicato. Loro curano l'assortimento, tu scegli e paghi il prezzo indicato nell'etichetta, se sei fortunato applicano ulteriori promozioni oltre lo sconto, quale per esempio, il 3x2. E' difficile per loro creare un legame col cliente e fidelizzarlo, perché devono rispettare un listino base, soprattutto se sono dei semplici dipendenti. Dovrebbe, in teoria, gratificarti il prodotto acquistato, solo così tornerai nello stesso negozio. In un negozio cinese, invece, ti senti il cliente privilegiato, perché la commessa cinese ti guarda in faccia, pensa che l'abito fa il monaco, ti sorride e ti fa un prezzo. E si ricorda il tuo nome, che tu ti chiedi ogni volta, quando gliel'hai detto... Non voglio comunque addentrarmi nel discorso Made in China, per cui necessiterebbe un altro post. Mi limito a dire che non faccio enormi distinzioni tra negozi italiani e cinesi, soprattutto quando sento dire che i prodotti cinesi sono fatti dalle manine dei bambini sfruttati e poi vado alla Carrefour e compro un regalo Made in Italy per mia nipotina e scopro che in Italia è stata fatta solo la confezione, mentre il giocattolo è Made in China. Come lo è la mia calcolatrice Canon, i componenti del mio portatile HP, il mio stereo Philips e le scarpe che ho comprato questa mattina in un negozio italiano molto carino “Segue”, pubblicizzato dalle Veline. Insomma, più che condannare il Made in China, dobbiamo ribellarci alle imprese e cercare di scoprire quali prodotti sono stati fabbricati nel rispetto dei diritti dell'uomo, del bambino, dei lavoratori e dell'ambiente. Ecco adesso mi è tornata la depressione. Soprattutto se penso che i saldi arrivano sempre dopo il Natale, cioè dopo che ti sei svenato per fare regali ad un prezzo esorbitante.
Mmm... cioccolata o shopping? Decisamente la cioccolata mi costerà meno eheh
Alla prossima










5 commenti:
Ma che ti sei fumata prima di fare shopping?
eheheh bel post! concordo con tutto quello che hai detto XD *-* ^-^ ...e faccine varie
Sono completamente della stessa opinione
Ciaooo Cinzia
Ciao, mi trovo a vedere com'è il tuo blog, post e varie... premesso che focus non è esattamente un divulgatore scentifico serio (perchè è scritto da giornalai, non da studiosi), direi che lo studio sulle manie dello shopping che hai fatto tu sembra molto più credibile!!!
sulla differenza tra giornalista e giornalaio, ti cito una frase che mi disse il mio insegnante di ripresa video, cameraman della RAI e inviato di guerra: "un giornalista che si preoccupa non già della notizia in sè, ma di come può venderla, diventa giornalaio"
p.s. i tuoi post sono simpatici e arguti, complimenti!! ciao
Eh eh grazie caro cesco, mi fai imbarazzare :-)
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