01/10/08

Con colpevole ritardo...


Popolo di Internet,
con colpevole ritardo, non perchè non lo sapessi ma in quanto all'ultimo l'ho scordato (Perdono!), vorrei fare i miei più sinceri auguri ad una mia cara amica, una nostra amica Cinzia nota come Streghetta che il 29 Settembre ha compiuto gli anni.




Tanti tanti auguri cara Cinzia,

spero che tu abbia trascorso questa giornata importante felicemente e con persone speciali!


ps. Uno di questi giorni però, usciamo per festeggiare insieme! ... eheh lo diciamo sempre... ma questa volta lo facciamo davvero :-*

22/09/08

Un nuovo audiolibro per voi!


Popolo di Internet,
innanzitutto vi ringrazio per i vostri calorosi abbracci e la vostra solidarietà datami nel precedente post. In secondo luogo, vorrei segnalare un nuovo audiolibro su Progetto Babele. Questa volta ho scelto un racconto “Only for my love” che mi ha colpito per la sua intensità e perché scritto con tanta passione. L'autore è Ivan Visini e per presentarvelo userò le sue stesse parole:

“IVAN VISINI
Nato a Brescia il 13 Luglio 1977, ha vissuto in una piccola cittadina nel mezzo della pianura per diversi anni, da bambino è stato estroverso e spensierato fino all'età di 10 anni ma poi è scivolato nel baratro aperto sul vuoto racchiuso in se', e lì ci è rimasto fino a data odierna
almeno. (non ne vuole uscire tra l'altro)
Frequenta con successo e consegue con il massimo dei voti la qualifica di vetrinista di cui non se ne farà assolutamente nulla per il resto della sua vita.
Inizia a scrivere nel 1996, compilando il suo "amato" libro nero con circa un centinaio di poesie e scritti vari (ma ad oggi cenere). Si appassiona così alla scrittura, e passa dalla fantascienza di cui è
vorace, ad un mondo di romanticismo e decadentismo in cui si perde letteralmente e fisicamente.
Nella sua mente prende forma una nuova meta legata alla letteratura, e scrivere diventa il tessuto dei suoi nuovi sogni.

Con molta fortuna conosce scrittori come Alda Teodorani e la neoscrittrice Roberta Mochi (Rob Tyrell) che diventa per lui grande fonte d'ispirazione nonché importante aiuto tecnico, morale, e cara amica.
Nei mesi seguenti inizia seriamente a dar sfogo al proprio lato visionario. E nel giro di poco tempo scrive alcune decine di racconti, alcuni decenti, altri cestinabili che ad oggi vengono revisionati e resi “leggibili”.
Ha iniziato per ben tre volte la stesura di tre libri diversi, che finiscono abbandonati tra i cluster del suo hard disk.
Pubblica alcuni lavori su diversi siti internet, grazie ai quali viene notato e contattato per collaborare come scrittore/correttore di bozze/etc per la rivista on line "Progetto Babele".
Ammette d'avere manie di creazione, ed un profondo egocentrismo. Ne è conscio e contento.

Ad oggi vive non molto distante da Firenze, e lavora nel campo informatico.


Il resto direi, è immerso nel futuro... "


Un artista che come tutti gli artisti è folle e non si accontenta. Un artista che sogna nonostante tutto. Mi ha colpito e allora ve lo presento. Potete ascoltarlo cliccando, come sempre, alla vostra destra. Spero vi piaccia.

15/09/08

Mens sana in corpore sano...

Popolo di Internet,
oggi vi racconterò di un bambino bello e sano che ha avuto la possibilità di crescere e di studiare. Un uomo che tutte le persone tra San Cesario di Lecce e Veglie, chiamavano “Geometra”, rispettato e amato. Un uomo che leggeva di tutto un po' per curiosità, un po' perché detestava l'ignoranza. Un uomo che aveva in sé del dolce e dell'amaro, un equilibrio perfetto, una ricetta di vita. Mio nonno aveva uno studio tutto suo, dentro casa. Un tavolo inclinato in cui passava ore e ore chino a disegnare. Aveva una vecchia macchina da scrivere Olivetti e il rumore dei tasti diventava una piacevole melodia in quei pomeriggi caldi in cui dovevo riposare e aspettare l'ora di uscire a giocare. Su un enorme tavolo rettangolare in mogano, giacevano pile di fogli e di libri. Io non potevo entrare e quando dovevo chiamarlo per il pranzo, sostavo sulla soglia, al confine tra le due stanze, tra gli stipiti della porta. E se avevo il permesso di spolverare il suo tavolo, dovevo sollevare e rimettere tutto nello stesso ordine. O disordine, questione di punti di vista. Mio nonno non usava profumi e dopobarba ma solo alcool etilico. Si pettinava spesso e si metteva la brillantina, riposta poi nella sua scatola verde. Parlava poco e non litigava mai. Rideva spesso, per ogni cosa, ma soprattutto per Totò e Pippo Franco. Si ricordava tutto, date, codici, non gli sfuggiva nulla che riguardasse i numeri. Quando ti spiegava il Teorema di Ruffini, te lo scolpiva in qualche parte del cervello e non lo dimenticavi più.
Tuttavia arriva il giorno in cui ti rendi veramente conto che ogni uomo ha una sua storia.
E se secondo Vico una nazione arrivata al massimo sviluppo, può decadere in uno stato di barbarie, anche l'uomo nel suo divenire può regredire in uno stadio infantile. Molto peggio, in realtà. Un bambino impara, mio nonno disimpara continuamente. Il morbo di Alzheimer non perdona, ma avanza, è una pestilenza che devasta il cervello. Non è sempre vero quel detto “Mens sana in corpore sano”... Un tempo credevo che il miglior Hard Disk, il posto più sicuro dove custodire i propri ricordi, fosse proprio il cervello. E invece il morbo cancella tutto, i fotogrammi della tua vita, le parole, i numeri, le persone che ami. Scordi pure di aver avuto dei ricordi e di averli dimenticati. Ci sono casi in cui il malato di Alzheimer manifesta la sua “demenza”, in modo spaventoso o violento. Io posso dirmi fortunata perché lui è calmo. E' difficile capire quello che vuole, se ha sete, se ha fame o se sta male. Lui mangerebbe tantissimo da morire come un pesciolino rosso, o non mangerebbe nulla, come non avesse stimoli. Non ha più l'istinto di sopravvivenza. L'altro giorno aveva la febbre, giocava con i fazzolettini. Li piegava, disegnava qualche geroglifico affascinante. D'improvviso si è voltato alla sua sinistra e ha vomitato. Finito, si è rigirato a giocare, come nulla fosse accaduto. Mi sbalordisce giorno dopo giorno. Il cervello è proprio un grande enigma, è immenso nelle sue potenzialità, quanto spaventosa è la sua decadenza.
All'inizio c'era solo la tristezza e la rabbia, pensavo che sarebbe stato meglio se fosse morto. Poi oggi, lo vedo lì, nel suo mondo i cui contorni si sfumano giorno dopo giorno, finché anche lui scomparirà nell'oblio. Gioca con una calcolatrice rotta, preme i tastini numerici, oppure cerca di fare le operazioni che gli scriviamo in un foglio, o ancora cerca invano di ordinare le carte da gioco, in base ai numeri. C'è ancora qualcosa del vecchio geometra, penso mentre lo osservo. Capisco che è sereno, nonostante tutto, lui sembra felice. Felice perché ignora quello che era. E ride se ci vede ridere, anche se non capisce perché. Pensavo mi mancasse mio nonno, ma mi mancherebbe anche questo nuovo nonno. Ed è a lui che dedico questo post, a nonno Salvatore che il 21 Settembre compie la bellezza di 83 anni... Tanti auguri!

13/07/08

In my spare time or in my life?

Popolo di Internet,
sorseggiavo una tazza di tè al bergamotto (il mio preferito!) e dialogavo con Simone riguardo il nostro passato e il nostro futuro. Pensavo che mi piace fare tante cose, ma non sono mai stata indirizzata verso qualcosa in particolare, da bambina. Credo sia difficile per un genitore capire le attitudini di un figlio, osservarlo e poi invogliarlo nella direzione che sembra appartenergli. Capita più spesso di spronare il proprio figlio a fare qualcosa che avresti voluto fare tu. Qualche volta funziona... ma in altri casi, rischia di diventare una delusione per genitori e figli.
Resta il fatto che comunque, nel tempo, il figlio cresce e ha una sua passione da coltivare. Simone, per esempio, ama scrivere, da sempre. E allora lì a riempire la libreria di libri, di tutti i generi...
I miei fratellini, quando lo imitano, lo rappresentano sempre disteso o seduto da qualche parte, con un libro in mano. Può fare qualsiasi lavoro nella sua vita, perché sarà solo il sostentamento a quello che gli piace di più. Scrivere e non essere scrittore. Allora io, lo osservo mentre scrive, un po' sorrido, perché è tutto concentrato, guai a distrarlo o risvegliarlo dal suo mondo immaginario, ché poi perde il filo del discorso. Se scrive è felice, se non ha tempo per farlo, soffre, muore dentro.
Io invece, faccio tante cose, ma non ho ancora deciso o capito qual'è la mia aspirazione o cosa mi rende felice. Quando mi capita un'ora libera, apro la valigetta di legno, quella che conteneva splendide bottiglie di vino e che ora è colma di spartiti e vari A4 stampati. Prendo la chitarra classica, quella che si può portare in spiaggia, perché tanto non si rovina, come invece potrebbe accadere all'altra, quella elettroacustica, comprata come premio personale del mio diploma.
E suono, strimpello, canto. Se ho l'ispirazione, scrivo una canzone e cerco di perfezionarla. Se non lo facessi, mi mancherebbe ma non morirei.
Nelle calde giornate, quando sono seduta al fresco del condizionatore, disegno. Quello che capita, come capita. Simone che studia, il Furby, la pistola antica del padre, mia nipotina, qualche fumetto. Non sono bravissima neanche in questo ma mi diletta.
Oppure apro il Photoshop e recupero qualche foto antica, dei bisnonni, dei miei genitori. Oggi ci sono tantissime foto digitali nei miei DVD, ma anche solo qualche anno fa, era difficile avere qualche foto ricordo e se non eri una bravo fotografo, finivi per avere 24 foto a sorpresa, una peggio dell'altra, ma le conservavi comunque, perché era costoso svilupparle.
Dipingere mi rilassa, ma le tempere, acriliche o ad olio sono piuttosto costose e allora punto spesso sugli acquarelli. E poi scrivo poesie e ne studio a memoria qualcuna come quelle di Hikmet o Pablo Neruda. Naturalmente anche di Simone :-)
Scrivo, perché tutti abbiamo qualcosa da raccontare. Tra le altre cose, cerco di scrivere una fiaba o favola per le mie due nipotine. Un giorno magari, la leggerete ai vostri pargoletti! Ahah
Vorrei avere un oscilloscopio, ne ho trovato uno digitale su ebay, ma lo volevo analogico, perché è più... non so divertente. Ogni tanto gioco al piccolo elettronico e saldo piccoli componenti su piccoli circuiti stampati. Naturalmente dopo aver fatto le debite prove sulla basetta.
Inoltre mi sono comprata una mazza da baseball col guantone, per giocare. Ne prendessi una di palla! Insomma, faccio tante cose... ma quello che mi domando è: E' meglio saper fare tante cose in modo mediocre/sufficiente o una cosa specifica particolarmente bene? Ai posteri l'ardua sentenza.
Forse è necessario fissarsi con qualcosa nella vita, come se fosse questione di vita o di morte.
In questo periodo della mia vita, viaggerei, da un paese all'altro, esplorerei il mondo, perché ogni tanto fisso il mare all'orizzonte e mi chiedo se esista qualcosa oltre, o se le navi cadano giù, come da un tavolo. Si certo, sono andata in vari posti, ma è passato tanto tempo... magari il mondo non è più rotondo (geoide, sferoide oblato,...)!